1966

La fine del molo

Febbraio, assemblea tranquilla e veglione sereno.
Maggio, un gruppo di soci (professionisti) signori Robino, Deregibus, Zanetti, Pagani studiavano un piano regolatore per la progettazione definitiva della sede sociale, con servizi adeguati al numero sempre crescente dei soci (bar, sala biliardi, saletta televisiva, palestra, saune, spogliatoi maschili e femminili articolati in due piani, sala relax e ma­gazzini per ricovero invernale delle imbarcazioni, sala giochi).
4 giugno, permesso per il riempimento del molo, ormai ridotto ad una pozza d’acqua sporca, con del terreno di riporto.
San Pietro: gare di nuoto, corse in canoa, basket, bocce a coppie, di­sfida con voga alla veneta.
Una Chivasso-Casale con acqua alta (difficoltà sulla balorda diga di Trino) in settembre discussi tre progetti per la nuova sede sociale.
Casale-Mantova-Delta a motore. Fu il primo raid ad imbarcazione a motore con equipaggio giovanile. L’imbarcazione del Beppe Filosi era in vetroresina.
Guglielmo Ferrari, ammiraglio; Francesco Boverio; Sergio Devecchi non nuovo a questo tipo di gita; Mauro Cavallone; Ezio Bertelli. Sul­la jole con motore il signor Ravetti, Cesare Caire, Renato Bagnera. Si apriva una nuova era non più sulla remata ma sugli equipaggi a motore in grande stile.
Parecchie da allora furono le traversate pilotate dal Francesco Bove­rio; dal Pio Laborante, l’entusiasta del motore; dal Guglielmo Ferrari, dal Luigi Ubertazzi, dal Claudio Prediano, dal signor Ravetti, dal Sergio Devecchi, dal Barberis, dal Colombo, dal Nebiolo, dal Bagnera. Naufragi, rotture, insabbiature non attaccarono mai lo spirito dei tre giorni di fiume, malgrado il rompitimpani dei motori.
Le fermate Mulino sul Po, Revere, Delta, e la serenissima e per la Se­renissima il Bucintoro, poi le isole, il Piave, il Brenta, il Sile, Trieste. In quell’anno nasceva la Motonautica Associazione Casalese, affiliata alla F.I.M. e al C.O.N.I. voluta da un giovane gruppo di amanti del Po, più che da motonauti provetti.
La sede fu situata lungo la sponda destra del fiume Po, a monte della diga, (terreno di contesa, fin dal 1200, per quel pomo della discordia che fu il ponte di Coniolo) a 4 km dalla città, in uno stupendo spec­chio d’acqua.
Iniziò il M.A.C. la sua attività agonistica con la partecipazione di al­cuni piloti al raid Pavia-Venezia per poi affrontare direttamente la or­ganizzazione di gare sempre più importanti e impegnative, con la partecipazione dei suoi piloti a gare internazionali.
La commissione agonistica della federazione, preparava i quadri degli istruttori per le scuole di giovani piloti, fronteggiando le numerose ri­ chieste che da tutto il nord Italia arrivavano alla sede M.A.C., per provare i propri scafi, ed affinare il proprio grado di preparazione. La M.A.C. e per riflesso la nostra città ri trovavano all’avanguardia di questo appassionante sport, dando poi tanti allori al medagliere del C.O.N.I.; ma come, per tutta la gente del fiume, fu la passione, la devozione dei suoi soci, del suo presidente il dinamico Giorgio Bocca, che questo sodalirio fu presto invidiato, non solo nel nostro, ma an­ che in paesi stranieri, che ebbero a lodare la squisita ospitalità, la ca­ pace ricettività del circolo e l’ottima organizzazione sportiva.
La vita sociale della M.A.C. e le sue altre attività sì completavano con ima piscina, un campo da tennis, campì dì bocce, canoe, e sport sull’acqua. La frequenza molto alta particolarmente nelle tre stagioni primavera, estate, autunno, per la possibilità di muoversi all’aria aperta.
La M.A.C. offriva ai giovani la partecipazione alla vita sociale con una quota molto bassa, facendo opera promozionale per l’avvicinamento agli sport dell’acqua, privilegiando la nautica a motore, primo obiettivo dell’esistenza della stessa Società, canoistica e voga.

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